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6 Settembre 2025

La forza del gruppo davanti alle sfide

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Redazione di Quore

Quando il gioco si fa duro, lo spirito di squadra diventa ancora più prezioso per rimanere focalizzati sull’obiettivo. Davide Micalich, presidente della rivelazione del basket friulano, ci spiega perché.

Il valore di una squadra si vede dagli obiettivi che raggiunge, ma soprattutto da come gestisce i momenti tosti. In Friuli ce n’è una che, in ambito sportivo, ha ottenuto in breve tempo risultati che pochi si sarebbero attesi e oggi scende in campo per ripeterli: la United Eagles Basketball di Cividale.

Gruppo Quore è uno degli orgogliosi sponsor che la sostengono nelle sue, è proprio il caso di dirlo, epiche sfide. Abbiamo intervistato il presidente, Davide Micalich, su quali siano i valori alla base di una grande impresa.

Davide, quando si parla di pallacanestro in Friuli, Ueb Gesteco Cividale, ovvero United Eagles Basketball, continua a essere sulla bocca di appassionati e tifosi. Che cosa rappresenta la tua squadra per il pubblico che la sta seguendo?

Un grande punto di riferimento. Rappresenta un momento di aggregazione, un orgoglio, qualcosa di sano in cui identificarsi. Tutti la sentono propria, forse perché ha preso forma durante la pandemia. Quando tutti eravamo isolati, noi abbiamo sentito il dovere di offrire qualcosa di buono al territorio, soprattutto ai ragazzi, che soffrivano a stare in casa. È stato impegnativo continuare a giocare rispettando le restrizioni, ma l’obiettivo era mantenere vive le relazioni. Nel nostro club non c’è il grande imprenditore che alla fine dell’anno fa i conti e vende i giocatori più bravi; qui c’è un pazzo, io, che ha raccolto oltre 200 sponsor, tra cui anche voi di Gruppo Quore, convinti quanto me a dare una mano a un progetto di sano divertimento.

Come si fa a diventare un punto di riferimento?

Con spontaneità e umiltà. Giochiamo anche noi per vincere, ma lo facciamo per divertirci e per regalare autentiche emozioni al pubblico, senza alcuna arroganza. Siamo una squadra e tutti, dal presidente al tecnico al giocatore condividiamo gli stessi sogni. Il campionato costa un sacco e i ritorni diretti sono decisamente più bassi di sport come il calcio, ma i nostri sponsor sanno che abbinano la loro immagine a una realtà piena di entusiasmo che trascina un sacco di persone nelle sue imprese. Chi investe su di noi lo fa prima di tutto per amore verso il territorio, per offrire qualcosa di buono ai giovani e per passione.

Come si genera un impatto positivo sulle persone?

Con l’empatia. Bisogna trovare sempre un qualcosa di positivo, sia nella vittoria che nella sconfitta. Coinvolgere una squadra dopo una vittoria è facile, viene naturale, ma è nella sconfitta che si vede che tipo di spirito alimenta il gioco. In partita difficilmente reclamiamo qualcosa e, se capita, lo facciamo sempre con educazione. Con Pillastrini (Stefano Pillastrini, allenatore, ndr) stiamo cercando di passare il messaggio che lo sport è sport, può capitare l’avversario più bravo di te e va affrontato, anzi, di più: va capito. Insultare gli avversari non ha più senso, è roba vecchia; se giocano bene meritano un applauso. A Cividale abbiamo trovato una popolazione con questi valori, che chiede solo di divertirsi.

Si dice che con gli Eagles avete fatto appassionare al basket un sacco di persone che prima non lo erano. Come si fa a costruire relazioni a lungo termine, in particolare con i fan?

Bisogna fare in modo che ogni partita diventi una festa. Dopo la vittoria su APU in gara 4 (quarti di finale dei play-off di maggio 2023, ndr), avrò ricevuto 500 messaggi di complimenti, ho risposto a tutti. Magari ci metto un minuto la sera stessa o il mattino dopo, ma ci tengo a rispondere a tutti. È necessario trovare il modo di coinvolgere sia chi ne sa, sia chi vede una partita per la prima volta. Lo sport è sorriso, le facce tristi lasciamole ad altre cose. All’inizio dell’avventura molti mi dicevano “Che cavolo vai a fare a Cividale? Rovinerai Udine! Ma, da quando siamo due realtà, abbiamo ampliato l’interesse per il basket in Friuli, il settore giovanile è cresciuto, abbiamo più sponsor coinvolti in questo sport, più tifosi, più attenzione dai media. Non è incredibile?

Come si mette insieme una squadra di valore, sia dal punto di vista dei giocatori che dei collaboratori?

Conoscendo il gioco. Nel basket c’è tanta tecnica, ma anche tanta psicologia. Io credo nel mio allenatore e non metto becco nelle sue scelte tecniche, anche se potrei farlo. Nel nostro club c’è grande rispetto dei ruoli. Un giocatore sa che se Pillastrini non lo fa giocare, non troverà una sponda su di me, cosa che invece capita spesso quando l’allenatore non è in sintonia con il suo manager o col suo presidente. Stessa cosa se si tratta di amministrazione. Quando tutta la struttura è un blocco compatto fra club e guida tecnica e ci sono obiettivi precisi, bisogna fidarsi gli uni degli altri. Nell’estate 2022, quando siamo stati promossi, abbiamo operato pochi cambi perché credevamo che i ragazzi avessero dei margini di miglioramento clamorosi, mentre tutti i siti specializzati ci davano come ultimi, in breve retrocessi. Se penso che invece abbiamo giocato i playoff e i quarti di finale, questo vuol dire qualcosa.

Quali sono quindi le prossime mete di Ueb Gesteco Cividale?

Consolidarci, ma soprattutto avere cura dei nostri ragazzi. Nei momenti impegnativi può essere facile perdere di vista l’obiettivo, ma ogni partita che giochiamo, che si vinca o si perda, ci rende più consapevoli di ciò che possiamo fare per saltare più in alto. Siamo una squadra di cuore e vogliamo rimanere così, la gente ci ama fin dall’inizio proprio per questo.

Altro?

Ho tante idee. Mi piacerebbe creare un campus per i giovani. Il palazzetto è bello, potrebbe accogliere un sacco di attività. Insomma c’è fermento. Se qualcuno mi dice “Fra due anni torni a Udine?” dico “No” anche se è la mia città, perché a Cividale si sta bene.

Abbiamo finito l’intervista!

Sì! E da tutto il Gruppo Quore, un grandissimo in bocca al lupo!


Versione originale – Quando il gioco di squadra fa miracoli

Conoscenza del gioco, correttezza, rispetto dei ruoli e condivisione degli obiettivi. La rivelazione del basket friulano è un esempio di come si fa vero sport e sana impresa.

A cura di Redazione diQuore

Il valore di una squadra si vede dagli obiettivi che raggiunge. In Friuli ce n’è una che, in ambito sportivo, ha ottenuto in breve tempo risultati che pochi si sarebbero attesi: stiamo parlando degli United Eagles Basketball di Cividale.

Gruppo Quore è uno degli orgogliosi sponsor che la sostengono nelle sue, è proprio il caso di dirlo, epiche imprese. Per capire come ci sia arrivata, abbiamo intervistato il presidente, Davide Micalich.